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SOFT AIR – A Modica la finale del campionato regionale con 24 ore di gioco senza pausa

Pubblicato da Redazione su 30 Giugno 2009

Undici squadre in battaglia per aggiudicarsi il trofeo della tappa modicana e del titolo regionale. Ed è stata una battaglia nel vero senso della parola.

MODICA - Soft Air. Cominciamo presentando questo sport. In effetti, se ogni sport è una “guerra simulata”, in cui due eserciti si combattono per conquistare le posizioni altrui, beh qui siamo nel pieno della sostanza di tutti i giochi: una vera e propria battaglia.

Il Soft air è una battaglia/guerra simulata in cui due team si confrontano con armi del tutto simili alle vere, riproduzioni fedelissime nelle forme, colori e peso. Con il valore aggiunto che qui si sparano micro-pallini biodegradabili che se ti colpiscono ti danno un pizzicotto tanto per farti dire “preso” e dichiararti “morto”.

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.Davide Di Giacomo, arbitro e coordinatore di questa finale. Sua la trama del "game". L'idea era di un mafioso che sotto mentite spoglie di un commercio regolare, invece traffica in armi. Le squadre (11) hanno quindi avuto un breafing avviando delle azioni di "intelligence". Nello specifico il gioco è iniziato a Modica città, in cui queste "forze speciali" - ovvero i "buoni" della storia - hanno dovuto pedinare alcuni di loro che agivano da malavitosi, acquisire informazioni, fotografare al fine di identificare il mafioso. Dopo questa fase di "intelligence", lo scenario è passato in cda Nacalino dove i gruppi hanno pernottato in tenda e dove ciascun team ha fatto azioni di disturbo e di controllo del territorio in attesa del giorno successo, la domenica appunto. Questo è stato il giorno dell'azione, con la conquista dei 4 way point e l'acquisizione di nuove foto che avrebbero portato alla scoperta del viso del malvivente. Alla fine, azione finale, l'irruzione nel casolare dove questo era rifuggiato, in perfetto stile Nocs o Gis (per par condicio), l'ammanettamento e gli ultimi 200 mt in salita, dopo 24 ore di veglia per consegnare, virtualmente, il prigioniero ad un elicottero che lo avrebbe portato nelle mani della giustizia.

Il soft air ha una buona tradizione in Italia ed, a quanto pare, pure in Sicilia dove sono decine e decine i team sparsi per tutta l’Isola. I nomi richiamano alle migliori tradizioni di “special service” di tutto il mondo. Per cui ecco i “Green Berrets” (i berretti verdi americani), o magari i “SAS” (Special Air Squadroon inglese), o i “Desert Rats” (i Topi del Deserto della 2 Guerra Mondiale). Molto presenti anche le varie declinazioni di “Legione”: Legione Iblea (di Modica), Legionari dell’Etna e via dicendo. Tipicamente militare l’abbigliamento, dove buffetteria americana, israeliana, inglese la fanno da padrone e dove il tutto può anche costare diverse centinaia di euro. Armi a parte. Ma nessuna “divisa”, nessuna “uniforme” perchè qui non si è in gruppi militareschi ma di war game. Per cui libero spazio alla fantasia ed alla voglia di imitare i propri riferimenti in tema di camufflage, di dotazioni, di accessori. L’unica cosa che accomuna i gruppi è il badge, il patch della “Brigata” o della “Legione” o di quel che sia. E l’immancabile nick-name che vola di radio in radio durante il gioco.

Una era, ma c'era una ragazza tra i team

Una era, ma c'era una ragazza nel Jackals Team di Vizzini (CT)

Questi team hanno dei campionati a tutti gli effetti, con calendari di incontri che si tengono nel corso dell’anno in tutta la Regione ed in tutte le altre regioni con il compito di decretare il team più bravo, più tattico, più svelto, più intelligente.

Per la Sicilia, a Modica l’onore – e l’onere – di organizzare la fase finale, la tappa finale del campionato regionale che va avanti dallo scorso novembre e che ha visto in gara diverse formazioni isolane, fino a questa ultima fase in cui sono rimasti coinvolti 11 team da cui è emerso il gruppo migliore. Regista di questa giornata, arbitro e presidente del gruppo di Modica è Davide Di Giacomo, che ha lavorato per mesi alla creazione della trama di questa giornata e che ha coordinato tutte le fasi del “gioco” di Modica coadiuvato da Angelo Montagna, di Catania e da lungo tempo nel mondo del soft-air.

La prova di Modica, tenuta in c.da Nacalino in una “chiusa” messa a disposizione dalla Prefetto Esplosivi ha avuto una caratteristica particolare – e sfiancante: si è trattato di un game di 24 ore filate, con un filo conduttore specifico, con una trama definita dalla direzione di gara e che ha coinvolto i quasi 100 partecipanti in 24-ore-24 di azioni e reazioni, studio e verifica delle strategie per arrivare alla fase finale. Quattro i “way point”, i punti di passaggio da conquistare per andare avanti nel percorso.

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Tutto l'equipaggiamento, dalla radio alla buffetteria, è perfettamente funzionante per affrontare le "Guerre del XXI" secolo

Non si è trattato di un solo scontro di mitra e fucili a pallini, anche se questi sono al centro del soft-air, ma di azioni di “intelligence”, di analisi dei fatti, di acquisizione di informazioni per mettere assieme le tessere del puzzle che avrebbe dato spazio alla fase finale e quindi alla conquista del punteggio.

La parte dell’ingaggio vero e proprio – così è chiamato il “combattimento” – è stata riservata alla mattina di domenica, dopo già 14/16 ore di attività, con i ragazzi veramente al limite delle forze ma destinati a confrontarsi gli uni con gli altri completamente equipaggiati e sotto un sole dannato.

Alla fine di questa 24ore di tour de force, il team vincitore è stato quella della Brigata Armerina (di Piazza Armerina) che ha vinto non solo questo turno a Modica ma si è aggiudicato l’intero torneo regionale. Al secondo posto, con ottimo piazzamento, la Legione Iblea di Modica, seconda nella tappa di Modica e seconda a livello regionale. La Legione Iblea è una dei due Soft-Air Team iblei, con i Falcon Vittoria (di Vittoria, ovviamente) che però non si sono presentati.

Quindi ventiquattro ore dure, impegnative, che nella parte all’aperto ha richiesto prove di orientamento notturno, difesa di obiettivi, di guardia al fresco della notte e sotto le tende, i ragazzi (e la ragazza, l’unica iron-woman presente) alla fine delle quali, gli “operatori” (il gergo per individuare i partecipanti al war game) hanno trovato un po’ di tranquillità al fresco degli alberi magari sorseggiando un po’ di acqua non proprio fresca. Ma lo spirito di adattamento di questo gioco prevede proprio che si debba far fronte alle situazioni limite e di stress con un forte auto-controllo._

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Operatori della "Legione Iblea" di Modica

Operatori della "Legione Iblea" di Modica

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Le armi di soft-air sono repliche dei piu famosi "aggeggi" del settore. Qui un Kalashinokov russo

Le armi di soft-air sono repliche dei piu famosi "aggeggi" del settore. Qui un Kalashinokov russo

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Legione Iblea, Modica

Legione Iblea, Modica

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.Brigata Armerina.

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.Operatori della Brigata Armerina.

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Cecchino della Legione Iblea

Cecchino della Legione Iblea

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Gli occhiali protettivi sono fondamentali. I pallini biodegradabili non fanno male addosso. Ma colpendo un occhio la situazione sarebbe diversa

Gli occhiali protettivi sono fondamentali. I pallini biodegradabili non fanno male addosso. Ma colpendo un occhio la situazione sarebbe diversa

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Servizio di assistenza medica del 118

Servizio di assistenza medica del 118

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Alla fine quasi del gioco, 24 ore dopo, ha ancora la forza di alzare il pollice per dire: "Tutto ok"

Alla fine quasi del gioco, 24 ore dopo, ha ancora la forza di alzare il pollice per dire: "Tutto ok"

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"Jackals" Vizzini

"Jackals" Vizzini

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Il patch dei Jackals di Vizzini con il nickname dell'operatore

Il patch dei Jackals di Vizzini con il nickname dell'operatore: Bombardiere

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La parte finale del gioco: l'assalto al covo del "cattivo".

La parte finale del gioco: l'assalto al covo del "cattivo".

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L'arresto del mafioso.

L'arresto del mafioso.

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L'ultimo sforzo: 200 metri in salita, di scorta all'auto che porta il cattivo per consegnarlo all'elicottero che attende. Niente vero elicottero, però. Anche se in diversi war game con più disponibiltò economiche, anche questi elementi vengono curati e la presenza di questi "accessori" rende al massimo la credibilità.

L'ultimo sforzo: 200 metri in salita, di scorta all'auto che porta il cattivo per consegnarlo all'elicottero che attende. Niente vero elicottero, però. Anche se in diversi war game, con più disponibilità economiche, anche questi elementi vengono curati e la presenza di questi "accessori" rende al massimo la credibilità. L'arbre magique che penzola, era in dotazione al fuoristrada!

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