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ENDAS – Un commento autorevole alla partita della finale

Pubblicato da Redazione su 6 Luglio 2009

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La finale dell’Endas cittadino nella considerazioni tecniche di Peppe Betto, allenatore della Ermi e vero capitano di lungo corso di questo torneo.
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di Peppe Betto*
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SCICLI – E alla fine ha vinto la Concept, l’unica squadra a non adattarsi mai agli avversari. È stata una finale interessante, magari non spettacolare, ma che ha evidenziato spunti tattici di rilievo, a conferma che il torneo, seppur nell’approssimazione tipica del suo carattere amatoriale, ha fatto passi avanti anche nelle conduzioni tecniche.--

Alla fine, come successo peraltro in tutte le fasi finali, ha vinto chi ha imbroccato fin da subito le scelte giuste. A mio avviso, infatti, se si eccettuano le gare terminate ai rigori, dove gli equilibri non son venuti mai meno, chi ha sbagliato l’impostazione iniziale, nonostante ripensamenti più o meno tempestivi, è stato sempre eliminato.
Facciamo qualche riflessione sulla gara.
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L’Ottica Minauda, come sempre, sceglie dietro di adattarsi agli avversari. La sua zona mista prevede l’immancabile libero e due marcatori rigorosamente ad uomo. La fase offensiva è garantita dal rombo di attacco formato dal trequartista, il centravanti e le due ali.
Il gol - unico e risolutore - di Fabio Ruta che da la vittoria alla DF/CS

Il gol - unico e risolutore - di Fabio Ruta che da la vittoria alla DF/CS

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La Concept risponde con il modulo consueto che contempla una difesa a 4 in linea, il rombo di centrocampo e le due punte. L’inerzia del match è tutto per i ragazzi di Bartolo Venticinque che giocano un primo tempo perfetto. I giocatori non sbagliano nemmeno un movimento. In fase difensiva, i terzini stringono gli spazi beneficiando della puntuale collaborazione delle mezzali che, su palla laterale, a turno scivolano all’indietro a fare il quinto di difesa. In fase offensiva, sono ancora le mezzali a fare la differenza accompagnando l’azione per vie centrali. Nello specifico, è Omar che si accentra molto tra le linee avversarie permettendo a Fabio Ruta di rimanere largo come lui preferisce.
Il "balletto" di festeggiamento per il gol

Il "balletto" di festeggiamento per il gol

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L’Ottica Minauda, per converso, orfana del suo migliore incursore, sceglie in attacco una strategia collaudata ma nell’occasione poco redditizia. Valerio è stretto nella morsa dei due centrali che lo arginano a turno, coprendosi a vicenda. Borgia non sbaglia un colpo di testa e la migliore qualità del centrattacco della OM, quella di difendere palla e far salire la squadra, viene annullata. Tra l’altro, gli esterni offensivi della stessa OM non tagliano mai senza palla e lo stesso Cicero, per caratteristiche, difficilmente è portato ad attaccare la profondità (me ne fossi accorto prima!). La conseguenza è che tutti gli attaccanti della OM giocano “sotto” la difesa della Concept che li vede e li controlla facilmente.
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Nella ripresa, sotto di un gol, Claudio Minauda corre ai ripari, spostando in avanti Peppe Garofalo che si nasconde tra le maglie della retroguardia avversaria per sorprenderla alle spalle. La strategia è quella giusta (forse andava proposta fin dall’inizio) e da lì in poi la partita cambia.

L'occasione più vicina al gol per la Ottica Minauda: il pallone sfiora il palo esterno

L'occasione più vicina al gol per la Ottica Minauda: il pallone sfiora il palo esterno

La Concept si allunga progressivamente, con le punte che non prendono più palla rimanendo molto alte e facendo mancare il loro apporto ad un centrocampo che col passare dei minuti perde compattezza. Anche dietro la squadra campione rischia molto non mutando atteggiamento difensivo e concedendo pericolose verticalizzazioni ad avversari, adesso sì, più mobili in senso verticale.

L'ultimo scatto di Ciccio

L'ultimo scatto di Ciccio


Il risultato è che l’OM più volte va in campo aperto e se il pari non arriva è solo frutto di passaggi imprecisi spesso troppo lunghi o troppo laterali rispetto all’asse palla porta.
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Nella fase finale va dato atto ai tecnici della Concept di aver indovinato i cambi, infoltendo la mediana. Certo una Concept spuntata negli eventuali supplementari avrebbe rischiato di vanificare tutto, ma le scelte alla lunga sono risultate vincenti.
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Complimenti a tutti per il bellissimo spettacolo e a presto.
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* Allenatore della Er.Mi
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Fabio Ruta, autore del gol

Fabio Ruta, autore del gol

7 Risposte a “ENDAS – Un commento autorevole alla partita della finale”

  1. Una domanda a Betto... detto

    Caro autorevole commentatore…..
    è esagerato definire il campionato della sua ER.MI. fallimentare? Io riterrei assolutamente di no. Per due motivi. Il primo perchè quest’anno, bontà di Dio, ha beneficiato di uno straordinario attaccante che ha realizzato all’incirca – da solo – un numero di reti che allo scorso torneo endas ha realizzato tutta la sua squadra (21 reti), affiancato tra l’altro in fase d’attacco da un altro ottimo e dinamicissimo giocatore – Riccardino.
    Il secondo perchè, dopo aver meritatamente perso 3-1 contro l’amico/avversario Sergio Mariotta nella prima fase, una settimana dopo, nell’ottavo di finale, ha vinto – bontà di Sergio – per sue gravi negligenze tattiche e per una brevissima ma letale amnesia difensiva (2 gol in un minuto).
    Saluti.

  2. Una domanda a Betto... detto

    …..quindi penso che …….certo, se si fosse accorto prima che, tra l’altro, gli esterni offensivi della OM non tagliano mai senza palla e che Cicero, per caratteristiche, difficilmente è portato ad attaccare la profondità……non sarebbe cambiato nulla………

  3. giuseppe betto detto

    Partiamo dalla fine:

    - il riferimento alle ali della O.M. era alla Finale. Infatti, ho premesso che in assenza del loro migliore incursore (Fiorenzo Magro) nell’ultima partita gli esterni della O.M. non hanno bene interpretato il ruolo (a parer mio, s’intende).

    - su Cicero (ottimo giocatore), mi sono semplicemente rammaricato del fatto che, nella sfida O.M. – Er.Mi., ho sprecato un tempo prima di capire che per sue caratteristiche poteva non essere marcato ad uomo, così come invece è stato giusto nelle precedenti sfide arginare con la marcatura individuale Antonio Floriddia e Franco Marinero. Nel secondo tempo il controllo di Cicero a zona con Viviano libero di accompagnare l’azione mi ha soddisfatto. Se fosse cambiato qualcosa in meglio o in peggio con tale scelta fatta fin dall’inizio non posso saperlo…da questo punto di vista ti invidio.

    - la domanda sulla doppia sfida col Caffè del Viale sinceramente non la comprendo…se sostieni che loro prima hanno vinto meritatamente e dopo perso immeritatamente è un modo molto semplicistico di liquidare la cosa, ma è la tua opinione e va rispettata.

    - infine, il campionato dell’Er.Mi. non è fallimentare. Terzo posto (su 18 squadre). Ancora una conferma dopo l’Endas 2008, quando a fare la differenza non era Piero Armenia ma Angelo Puzzo (fortunatamente in campo ci vanno i giocatori). Certo se dobbiamo bruciare tutto sull’”altare del risultato”, spesso determinato da una palla dentro o fuori di pochi centimetri (la bellezza del calcio è che si tratta di uno sport situazionale), allora dopo la DF/CS non vedo altro che fallimenti.

  4. amicofrizzi detto

    Nom penso che la DF /Concept sia l’unica squadra che si sia distinta,penso che l Ermi abbia giocato bene e soprattutto Armenia e’ meglio avercelo in squadra che contro.
    Ritengo anche che la squdra del Trinchiti ha venduto cara la pelle ed e’ arrivata ad un passo dalla finale.

  5. Xavier Jacobelli detto

    Caro Mister Betto…

    apprezzo la tua competenza in materia calcistica e la tua dialettica che ha pochi eguali in quel mondo di Barbari che rappresenta l’Endas!sei uno dei pochi personaggi che apprezzo e ogni tanto quando ti “degni” di scrivere un commento in questo sito inondato dalle minchiate della 3° Categoria (sic!) lo accolgo con vera gioia!!…però…però…un piccolo appuntino te lo devo fare…sei arrivato in semifinale battendo in maniera netta la Iurato & Caccamo riuscendo a bloccare quel micidiale attacco che faceva paura a tutti e mettendo un buon deodorante profumato in quel gruppo che ormai faceva un po di fieto!!…però devo dirti che per il passaggio ai quarti contro il tuo amico/nemico Mariotta devi riconoscere che un po la “fortuna” ti ha aiutato.

    Io che mi sono visto la partita di fuori ho visto una squadra che confermava i limiti della partita precedente! il Mariotta era tranquillamente in vantaggio e non sembrava tanto soffrire le azioni che la tua squadra tentava di fare e se non era per il disinnesco mentale momentaneo della Premiata Ditta Arrabito&Falla accoppiata con le prodezze balistiche di Armenia non penso che oggi potremmo decantare la tua ottima partita preparata (stavolta!)con cura contro la Iurato.

    Anche perchè dopo i 2 gol fatti avete subito per 20 minuti l’arrambaggio del Mariotta con un palo del pozzallese forte, la traversa di Scopetta e un gol divorato sottoporta dal ritrovato Mussini che spero ancora di rivedere in campo.

    Tutto questo discorso te lo faccio perchè sei un uomo di calcio e non un presuntuoso alla Memmo Buffazza e poi anche perchè nel tuo commento precedente mi sembra che tu non abbia accettato il ragionamento di “Una Domanda a Betto…” che ti imputava una relativa “fortuna” nel passaggio ai quarti.

    Insomma: mi sarei aspettatto da te un po più di modestia nel riconoscere ciò anche perchè, come l’Italia ai Mondiali del 2006, non si và avanti senza una buona dose di sano c..o!!…nella speranza che tutto ciò non ti abbia infastidito ti auguro un’ottima campagna acquisti e un buon prossimo campionato!…se si fa…

  6. giuseppe betto detto

    No, nessun fastidio, anzi sono contento che ogni tanto si parli di calcio e ti rispondo volentieri.

    Proprio perché questo sport è forse l’unico in cui l’ultima in classifica può battere la prima, la fortuna nei momenti topici gioca un ruolo determinante, quindi nessun problema a riconoscere il palo, la traversa, il gol divorato, ecc..

    Come potrai notare nel mio commento alla Finale, però, raramente parlo dei singoli episodi, che possono essere figli di una amnesia, un errore individuale, di reparto. Quello che più mi interessa e che faccio oggetto di studio è la gestione e l’efficacia di una fase di gioco, non importa se produca un gol, un palo o una parata. Ovvio che per il tifoso, lo spettatore, il giornalista non può essere così. Un conto è se segno e vinco, un altro se faccio un pressing sterile che produce 40 cross in area e non finalizzo nulla. Di questo sono cosciente, ma il ragionamento di un “allenatore” deve andare necessariamente oltre se vuole migliorarsi e crescere.

    Facciamo un passo indietro, altrimenti rischio di fare troppa filosofia e se non ti contesto qualcosa ci annoiamo pure.

    Siamo arrivati agli ottavi con una squadra cotta. Dopo tre campionati in cui i ragazzi hanno ben applicato i principi della zona, in questo Endas c’è stata la crisi di rigetto.

    Abbiamo viaggiato con la media di due gol subiti a partita e solo le buone prestazioni dell’attacco hanno mascherato le difficoltà. Vero che in passato abbiamo potuto contare sul fondamentale apporto di Angelo Puzzo, ma solo nelle fasi finali. Nei gironi di qualificazione ci eravamo ben distinti per la solidità di squadra. In questo torneo senza i gol di Piero (ben supportato in fase di attacco dai compagni Riccardo, Demis, ecc.) non so come sarebbe finita.

    L’ultima partita del girone contro Sergio è stata l’ennesima riprova di una inevitabile ed imminente eliminazione. Dopo un primo tempo ben giocato e bastato che loro cambiassero qualcosa per mandare in tilt il nostro sistema difensivo e liquidarci con disarmante facilità.

    Ecco perché considero gli ottavi come la svolta. Anche questa partita e non solo quella con la I&C è stata preparata con cura. Abbiamo cambiato modulo, rinnegando due anni di lavoro. In gara, abbiamo ritrovato compattezza dietro, nonostante il repentino svantaggio. Non abbiamo mai perso la testa. E seppur attaccando con un uomo in meno rispetto al vecchio modulo, non abbiamo mai ceduto il comando delle operazioni ad avversari che si limitavano solo a qualche ripartenza.

    Gli stessi due gol non sono stati casuali. Quel movimento di Piero lo abbiamo preparato e voluto così come è avvenuto. E alla fine abbiamo avuto culo, chiudendo in apnea, stremati e senza cambi. In verità qualche contropiede me lo ricordo, comunque non ha molta importanza.

    Ma se ti fai più timoroso………., capita di trovare nei quarti un pomeriggio memorabile e affondare una corazzata.

    Ma se ti fai più timoroso………., capita di uscire in semifinale contro una squadra meno forte delle precedenti due e di chiederti…..e se me la fossi giocata alla vecchia maniera?

    Ciao Xavier. È stato bello parlare di calcio.

  7. Mi piacerebbe dissentire... detto

    Direi….. un pò in concordanza d’idee e d’impressioni con Xavier, pur allietando il tuo dolce palato continuando a parlare squisitamente d aspetti tecnico-tattici, ke, pur confermandoti molto “ferrato”, sensato, riflessivo, esperiente, arguto, intelligente etc etc……. continui un pò ad essere presuntuosetto o egocentrico, in quanto parli sempre e solo dei tuoi meriti e/o demeriti, dei tuoi schemi, dei tuoi movimenti, dei tuoi, tuoi, tuoi, tuoi,…..dimenticando forse ke di fronte a te c’erano e ci sono degli strani esseri bipedi tuoi simili ke come te (forse, magari al tuo livello nn c arriva nessuno….., ovviamente….) cercano d fare le tue stesse cose con meriti, demeriti, arguzia, intelligenza, ingenuità eccetera eccetera.

    Secondo me la partita degli ottavi, senza offesa, magari sarai riuscito a vincerla – come dici tu – con dei movimenti voluti e studiati – ma secondo me l’unico movimento voluto e credo non studiato ke in quella partita si sia materializzato a tuo favore è stato quello del “fattore c” (c..o) (ricordati ke sul c..o di un certo Arrigo Sacchi fu scritto un libro), pur riconoscendo la bravura dei tuoi nei due gol d Armenia, ma soprattutto il primo bellissimo duetto Riccardino-Armenia e bellissima dormita Arrabito-Arrabito!!!!!!!

    Ma il c..o al quale m riferisco è stato propiziato a mio avviso dall’ingenuità del bipede tuo amico/avversario ke t ha praticamente servito su un piatto d’oro i quarti, incapace d mutare atteggiamento tattico o d approntare una qualke contromossa degna di nota, su evidenti sofferenze a centrocampo, limitato e penalizzato comunque da una panchina cortissima (moooolto più della tua) e da una partita assolutamente anonima e con infortunio e sostituzione d un leader e bravissimo giocatore (Luigi Padua) ed una squadra , il CdV, anch’essa forse un pò bollita.

    In ogni caso a me sembra ke tu sia arrivato quarto e non terzo e ke Angelo Puzzo, visto ke come dici tu era con te solo nelle fasi finali, 21 gol all’endas se li sognava….ce ne vogliono 3 x fare 1 Armenia!!!!

    E comunque anke secondo me la tua squadra, spesso ottima seconda nella prima fase, dopo una brillante ed invidiata vittoria con la I&C, ha fallito clamorosamente.

    Ke ne pensi?

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