ATLETICA – Per la Maratona alla Filippide, ci scive Mike dagli USA.

Il silenzio e la mancaza di riferimenti temporali e spaziali, è stata una delle maggiori novità della Maratona alla Filippide. Lo conferma anche Mike Hewitt, americano e vincitore di questa edizione.

RAGUSA – Tra la manifestazioni più “sui generis”, certamente vale la pena di ricordare la Maratona alla Filippide, una maratona sul classico percorso dei 42 km ma con la caratteristica di essere corsa senza l’ausilio di nessuna “diavoleria” moderna che normalmente hanno gli alteti.

Quindi niente cardio/frequenzimetri, niente orologi, niente contapassi. E  nessun riferimento spazio/temporale per i corridori lungo 42 kilometri di strade sterrate ed asfaltate.

Come premio, poi, una corona d’alloro in testa, un diploma (scripta manent), ma tutto nella più pura idea di De Coubertain, uno sprazzo finale di filosia sepolta sotto le casse delle monete d’oro degli sport d’oggi.

Ma non per questo una maratona minore. Anzi, ha avuto anche il privilegio di attiare qui, in Sicilia, a Ragusa, persino dall’America. Un maratoneta che ha poi vinto. E che ci ha scritto per raccontare la sua maratona.

L’originale è, ovviamente, in inglese e che riportiamo più sotto. Per i tre/quattro che non capiscono la lingua d’Albione, ecco la traduzione.

“Ciao Maurizio, grazie per il tuo messaggio.

Mike Hewitt, vincitore della Maratona alla Filippide, 10 maratone al suo attivo e l'impegno a correrne una per ognuno dei 7 Continenti.

Io sono già tornato in Colorado ma mi è rimasto un ottimo ricordo della Sicilia e specialmente della Maratona alla Filippide.

Ho trovato (notizie, ndr) sulla Maratona on line e sono stato incuriosito sia dal tipo di maratona che dal luogo in cui si correva. Io personalmente sto cercando di correre maratone nei 7 continenti. E per il fatto speciale che questa maratona fosse nel 2500^ anniversario (della maratona di filippide, ndt) e per il fatto che la famiglia di mia moglie è siciliana, questa gara era una scelta perfetta. Ho scritto a Elio (Sortino, organizzatore della maratona, ndr) in gennaio e lui mi ha risposto immediatamente dandomi tutti i dettagli della gara. Mia moglie ed i miei due figli mi hanno accompagnato, approfittando per fare un giro in questa bellissima terra.

La notte prima della partenza, siamo stati all’Hotel Antica Stazione. Io non parlo italiano ma lo staff dell’hotel mi ha aiutato molto con i dettagli della maratona. E’ stato molto bello incontrare tanti runners sia la notte prima che alla colazione offerta dall’hote la mattina presto della partenza.

Non avevo idea di cosa mi aspettasse durante il percorso ed ero molto in eccitazione quando la partenza è stata data esattamente alle 5:15. Le condizioni di gara erano eccellenti ed il percorso in discesa inziato nel buio non ha messo ansia. Elio è stato in testa al gruppo con la bici nel tratto verso Ragusa.

Abbiamo poi preso la strada verso l’oceano (il mar mediterraneo, ndr) correndo su piccole trazzere mentre il sole si alzava nel cielo. Sono rimasto incantato dalle piccole fattorie (masserie, ndr) su piccole colline e recintate con recinti di pietre.

Lungo il percorso Elio mi ha fatto vedere delle bacche commestibili da poter mangiare lungo la strada, in perfetto stile di 2500 anni fa.

La superficie del percorso cambiava continuamente, dalle strade (asfaltate, ndr) ai ciottoli al terriccio. Mi è piaciuta tantissimo questo ambiente e la vista dell’ocenao (mar mediterrano, ndr) era fanstastica.

C’era una collina vicino al traguardo che ha messo a dura prova le gambe fino alla fine.

Io ho corso 10 maratone ma nessuna in questo stile. Il tipo di corsa, il non avere orologi, riferimenti kilometrici, mi hanno costretto a concentrarmi sulla mia condizione. Invece di usare il tempo per determinare il ritmo della gara, mi sono concentrato sul mio respiro e sullo stato delle mie gambe. Mi è piaciuto il cambiamento ed il percorso mi è sembrato per certi versi più corto quando non devi cercare e capire il kilometro in cui sei arrivato.

Questa della Maratona alla Filippide è stata un’esperienza che mi è veramente piaciuta. L’organizzazione, lo staff i “colleghi” maratoneti hanno fatto per me questo un giorno da ricordare ed ho anche apprezzato la possibilità di correre nella bellissima Sicilia.

Mike”.

….

The English language original version

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