SPORT OFF – Gli studenti del Sud meno bravi dei figli degli immigrati del Nord.

I test INVALSI, test nazionali per la scuola e stupidamente osteggiati da tanti docenti e presidi, danno una fotografia dello stato della scuola italiana. Ed è un’immagine deprimente dove il Sud è ancora peggio. Questo perchè l’unica cosa che si chiede alla scuola è che dia lavoro a professori inutili.

(fonte: ItaliaOggi)

ROMA – Una buona parte dei lettori di Sport Ibleo sono ragazzi ancora impegnati negli studi. E molti genitori che si informano sugli sport dei figli. Vogliamo allora pubblicare un articolo tratto dal giornale economico “ItaliaOggi” che mette in evidenza la grande difficoltà della scuola italiana, da sempre solo ed esclusivamente un posto per “dare lavoro” e non per far crescere nuove generazioni.

Con una caratteristica che si delinea chiara tra Nord e Sud, adesso, dopo che il ministero ha chiesto l’esecuzione dei cd “test Invalsi” che molti docenti e presidi, proprio perchè sostanzialmente ignoranti, hanno osteggiato e criticato preferendo il vecchio sistema dello stare nascosti. L’articolo che di sotto riportiamo, evidenzia come il Sud sia in una condizione disastrosa, dove gli studenti meridionali sono persino peggio degli studenti stranieri di seconda generazione.

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da “ITALIA OGGI” La fine della scuola dell’obbligo gli studenti italiani del Sud e Isole conseguono risultati inferiori agli alunni di origine straniera di seconda generazione del Nord-Est. E poi: anticipare di un anno l’iscrizione a scuola conviene solo nella disciplina dell’italiano, produce risultati di 3 punti percentuali in più rispetto ai compagni regolari.

Ma non solo: la variabilità dei risultati tra gli studenti delle scuole di uno stesso territorio segnano i ragazzi fin dalla scelta dell’istituto.

Luci e ombre del sistema scolastico secondo l’ultimo rapporto Invalsi sugli apprendimenti in italiano e matematica per l’a.s. 2010-11, che per la prima volta offre una fotografia dell’intera scuola dell’obbligo. Pubblicate giovedì (www.invalsi.it) e presentati alle associazioni professionali e ai sindacati, le rivelazioni hanno riguardato le II e V primaria, la I e III media e per la prima volta le II superiori.

Forti gruppi di pressione tentano di impedire lo sviluppo delle prove Invalsi, test nazionali che si svolgono in tutti i Paesi occidentali. Tranne in Italia perchè la scuola serve solo da ufficio di collocamento per fannulloni e sindacalizzati.

Complessivamente 20.369 scuole, statali e paritarie, 140.146 classi, 2.836.790 studenti. E una mole di dati, disgregati in vario modo, in attesa di inviare, entro agosto, ai presidi i risultati della propria scuola, divisi per classe e all’interno di queste. Con un unico obiettivo: migliorare il sistema scolastico con adeguate politiche e scelte didattiche di docenti e presidi. “I dati non devono rimanere nel cassetto” , sottolinea il commissario dell’Invalsi, Giuseppe Cosentino, “definiscono la diagnosi della situazione per poter intervenire“.

Avere un buon sistema di valutazione, come nei migliori sistemi scolastici internazionali, “per noi è fondamentale” ricorda il ministro dell’istruzione, Mariastella Gelmini.

Due le novità dei rapporti Invalsi. Nella II primaria alla prova preliminare di lettura, su cui si pubblicherà un approfondimento nel 2011-12, i bambini sono in grado di decodificare correttamente in 2 minuti circa il 79% delle parole proposte, 31-32 parole su 40. Con le bambine più brave dei compagni maschi, rispettivamente al 79,6% e 77,7%. E una differenza tra gli studenti italiani e quelli immigrati di 13,4 punti, che scende a 9,4 nelle seconde generazioni.

Prima volta dei test Invalsi alle superiori, in II classe. Dagli esiti, esce un’Italia a 3 velocità. Con differenze tra Nord e Sud-Isole di circa 8 punti in italiano e quasi 10 in matematica. Al Centro risultati pari al Sud. Al meridione, Puglia e Abruzzo rientrano nella media nazionale, secondo una tendenza registrata anche alla primaria e alle medie.

In italiano il Nord al 73% supera la media nazionale del 69,8%, tranne l’Emilia-Romagna. Stessa differenza in matematica, dove eccezioni negative sono Liguria (47,5%) e, in Centro, Umbria (46,5%) e Lazio (45,1%), al di sotto della media nazionale del 47,9%.

Differenze considerevoli tra gli indirizzi di studio. In italiano i liceali del Sud-Isole sono paragonabili ai tecnici del Nord. Se nel primo ciclo il Centro rimane sui livelli del Nord, alle superiori si allinea al Sud. Dato che ritorna anche per matematica, dove i licei vanno peggio dei tecnici del Nord.

Di rilievo, le differenze tra immigrati e ragazzi del Sud. In matematica, gli studenti italiani del Sud-Isole hanno risposto correttamente alle domande nel 42,6% dei casi, il tasso è invece, per gli studenti immigrati di seconda generazione del Nord-Est, al 48,9% (per gli immigrati di prima generazione è il 43,3%).

In italiano, il tasso per gli studenti del Sud-Isole è del 65,5%, ma pure in questo caso sono superati, anche se di poco, dagli immigrati di seconda generazione del Nord-Est: 66,2% (quelli di prima generazione si fermano al 60,2%). «Se il dato sarà confermato», spiega Roberto Ricci, responsabile scientifico Invalsi, «dovrà esserci una seria riflessione sulle dinamiche che si stanno producendo all’interno del Paese». E allarma il livello in matematica nei tecnici del Sud-Isole simile alla media, scarsa, dei professionali del Nord.

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