CALCIO/Eccellenza – L’Avola Calcio torna più “leggera” dal ritiro calabrese.

L’Avola finisce il ritiro, licenzia un giocatore e ritorna in Città. Sostenuto dal tifo oltre una cinquantina di supporter che hanno seguito il ritiro della squadra in Calabria.

Redazione

AVOLA – Il ritiro calcistico dell’Asd Avola Calcio in Calabria al Park Hotel in provincia di Catanzaro, termina oggi pomeriggio dopo l’ultima seduta di allenamento diretta dallo staff tecnico con a capo il mister Giovanni De Leo. Il risultato raggiunto dai giocatori durante questi 13 giorni di duro allenamento è positivo a detta del direttore sportivo Antonio Marletta.

I giocatori riprenderanno l’allenamento il prossimo giovedì in una struttura però esterna alla città perché il campo sportivo comunale non sarà disponibile prima del prossimo 28 agosto. Situazione questa che penalizza la squadra sia durante gli allenamenti sia per le 2 amichevoli già previste in calendario.

Intanto, in merito alla lettera trasmessa dal calciatore palermitano Emanuele Gambino, classe 1980, sul suo allontanamento dall’Avola Calcio il direttore Marletta non intende rispondere ma vuole chiarire che la scelta è dovuta da un atteggiamento scorretto che il giocatoreha avuto nei confronti della società.

Emanuele Gambino: il primo espulso dal campionato di Eccellenza. O forse il secondo perchè c'è già Alonzo dal Città di Vittoria.

Gambino infatti avrebbe cercato contatti con altre società perché non si fidava delle garanzie fornite dalla società avolese e dal presidente Antonio Dugo, neo/presidente della società da pochi giorni. Condizione questa che il direttore sportivo, portavoce dell’Asd Avola Calcio, non ha potuto tollerare.

Il centrocampista palermitano è stato allontanato – ha detto Marletta – anche per volontà del mister De Leo che si è trovato spiazzato da tale comportamento“.

“Il suo carattere apprensivo – ha precisato il mr De Leo – lo ha portato ad essere superficiale ed a cercare altre certezze”, il quale però tiene a sottolineare di non aver avuto problemi con il calciatore ma che condivide la scelta fatta dalla società.

Non si tratta quindi di un problema economico dato che la società già sta provvedere a contattare un giocatore importante, calcisticamente parlando, la cui identità potrà essere svelata nei prossimi giorni tra cui forse giovani calciatori classe 1994 che potrebbero avere un ruolo fondamentale all’interno della squadra.

Un grazie particolare Marletta vuole rivolgerlo al gruppo di tifosi, 70 circa, che hanno raggiunto i giocatori rosso-blu nella località calabrese sostenendo la squadra senza dubbi e senza polemiche. “Noi vogliamo lavorare e fare bene per questa parte sana della tifoseria che sorprendentemente ci ha sostenuto anche in ritiro” ha precisato Marletta che non intende rispondere alle voci distorte che circolano in paese che fanno solo male alla società._

La lettera di Gambino: “

«In risposta alle notizie apparse sulla stampa in merito a presunti motivi disciplinari che sarebbero alla base del mio allontanamento dal ritiro in Calabria dove l’Avola sta preparandosi per il campionato d’Eccellenza, voglio precisare che sono stato chiamato dal tecnico De Leo perché c’era da vincere il mio quarto campionato di fila. Ho subito aderito alla proposta, nonostante altri contatti che avevo, ma conoscendo il valore della società del presidente A. Dugo e una tifoseria calda e competente, non ho esitato ad aderire al progetto.

Chiaramente non c’è stata la firma sul contratto nonostante ci fossero già tutti gli accordi verbali visto che sono andato in ritiro nell’attesa di mettere nero su bianco. Non ho altre squadre, l’unica vera incertezza è stato il continuo rimandare della firma cosa che il diesse Marletta mi ha sempre comunicato. Non sono un giocatore alle prime armi, arrivando da tre campionati d’Eccellenza vinti (Trapani, Latina e Sarnese), ho bisogno di certezze per non trovarmi senza squadra. Sono partito per il ritiro senza firma e con tutti i rischi di un infortunio per il quale non avrei avuto copertura, dimostrando attaccamento al progetto e parlare di motivi disciplinari è molto vago e offensivo per la mia professionalità.

Con il tecnico e i miei compagni c’è un rapporto splendido, quindi se il direttore sportivo Antonio Marletta ha deciso di non avvalersi della mia professionalità non è questo il modo di impostare certe cose che non sono di natura tecnica o comportamentale, ma esclusivamente di interesse economico. Resto entusiasta del progetto dell’Avola al quale resto legato e disponibile. Le accuse vaghe e non veritiere ledono solo alla mia immagine e mi vedo costretto se, non verrà fatta chiarezza, di dover prendere altre iniziative di natura legale, cosa che nella mia lunga carriera non mi è mai capitato e non avrei mai voglia che accadesse ad Avola». [fonte: Avolablog]

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