RUGBY OFF – Tra Barone (assessore) e Tumino (presidente) la meta è lontana.

Nuova puntata dello scontro, ormai quasi epico, tra il movimento rugbistico – oggi a firma Padua Rugby – e l’amministrazione comunale. Oggetto: i campi da gioco.

testo | redazione
foto | padua rugby

RAGUSA – Certo che se i ragazzotti da 190 cm e 100 chili di stazza del movimento rugby vanno alla carica dell’assessore Francesco “Ciccio” Barone, molto diverso per stazza ed altezza, lo sotterrano. Parliamo in senso figurato, ovviamente. Ma la partita tra le due compagini – movimento rubgy ibleo e amministrazione comunale di Ragusa, va avanti senza esclusioni di colpi (di stampa).  

Ci eravamo già occupati di questo fatto qualche tempo fa (vedi) quando titolammo che il movimento rugbistico voleva fare una “invasione di Campo“, dove “Campo” è lo stadio Aldo Campo di Ragusa. Poi un mesetto di pausa ed adesso il rinnovo delle ostilità rugby/amministrazione.

Di ieri è un comunicato al vetriolo della società Padua Rugby che accusa l’amministrazione comunale di avere sport di seria A e serie B, con il rugby in serie B. Il perchè legato alle infrastrutture, ritenute inadatte dal Padua Rugby e dal presidente Tuminoe di cui si faceva – e fa – colpa all’amministrazione, sia per incapacità di fare la manutenzione sia di programmare. Il tutto ha portato il Padua a dover giocare in condizioni non ottimali, a volte anche rischiose come al Petrulli dove solo grazie ad un deroga della Federazione Rugby, ancora si può giocare.

Ciccio Barone (foto da FB)

Oggi il contrattacco dell’assessore Barone che si rilancia la palla ovale nel campo del Padua con su scritto un bel: “siete dei bugiardi”.

Non è assolutamente vero che l’amministrazione comunale considera la disciplina rugby di serie B – dice l’assessore Barone – tant’è che tutti i soldi della manutenzione, seppur con le ristrettezze economiche, sono stati destinati per sistemare il campo di rugby di via della Costituzione. Stiamo parlando di una somma di 120.000 euro che serviranno anche a realizzare un altro campetto di allenamento visto che le società di rugby sviluppano il settore giovanile. Non è vero che l’amministrazione Dipasquale non pensa al rugby considerato che sono cresciuti gli orari di allenamento con l’utilizzazione quasi a tempo pieno del campo Petrulli. E poi – continua Barone – nella nota l’estensore continua a mentire sul campo Petrulli. Perché l’amministrazione sta facendo tutti gli sforzi possibili cercando di sistemare il terreno di gioco con il posizionamento della terra grazie al lavoro dei nostri operatori. Sulla sicurezza la nota è menzognera perché, dopo un sopralluogo con i presidenti del Padua, dell’Audax Clan e i funzionari del Servizio Sport, si sono decisi gli accorgimenti da apportare e si sono investiti 3.000 euro per realizzare dei cuscinoni di protezione e per sistemare una striscia di prato artificiale. Su concessione del sindaco Dipasquale il Padua Rugby ha avuto la possibilità di giocare già una volta allo stadio Aldo Campo e lo stesso presidente Tumino sapeva che era per una sola volta. Preservare lo stadio Aldo Campo non significa considerare il rugby di serie B. Significa preservare il campo fino alla fine della stagione per la squadra di calcio, atteso che tutti i soldi della manutenzione, come detto, sono stati impegnati per sistemare il campo di via della Costituzione. Creare lo scandalo ed attaccare mentendo – conclude l’assessore Barone – non mi sembra assolutamente il caso tra due parti che da sempre hanno collaborato e che continueranno a farlo”.

Posizione piuttosto chiare, tenendo presente che non tutti, nel movimento rugby ragusano, appoggiano questo attacco frontale fatto all’amministrazione che, piuttosto, ritengono abbia messo mano ad un certo lavoro a favore del rugby. Non tutto è perfettamente funzionante, ovviamente. Se il Petrulli potrebbe diventare un campo da rugby adattato, non si capisce invece che fine farà il campo di via Costituzione, un vero e proprio campo da rugby che il movimento aspetta da anni. Si farà questo campo o no? Se si, quando e con quali soldi?

Peraltro, c’è da dire anche un retroscena tutto interno all’amministrazione Dipasquale. Ovvero che effettivamente – come dicono più sotto nella lettera del Padua Rugby, l’assessore Ciccio Barone aveva promesso la disponibilità del Selvaggio per i due incontri/derby di rugby. Ma prima di poter firmare quest’ordine di servizio è intervenuto il sindaco in persona che forse tirato per la  giacchetta da qualche dirigente del Ragusa Calcio, ha fatto – o dovuto fare – marcia indietro consentendo la disputa solo di una partita.

A parte le rispettive posizioni, il problema, forse, è uno. E cioè che il  movimento del rugby ibleo, è cresciuto fortemente nella realtà ragusana ed è arrivato ad un numero di partecipanti e supporter notevole. Parliamo di circa 600 atleti praticanti più famiglie-e-d’intorni che portano circa 2000 persone rugby/oriented. La disciplina, l’eleganza, la storia ed il Terzo Tempo (mai stati invitati, ma qualche volta ci intrufoliamo per vedere che fanno!) ha creato una consapevolezza di forza, che permette di alzare la voce e farsi sentire. (continua dopo la foto)

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Se paragonato al calcio, il rugby oggi può muovere più persone, più tifosi e giocatori. Magari non muove tutti quei soldi del calcio, soldi che poi si trasformano in debiti che i presidenti devono ripianare, ma le persone coinvolte sono certamente di più. In tal senso, l’essere di “serie B” – come dicono dal Padua – non è tanto una condizione a cui li spinge l’amministrazione ma una forma di auto/commiserazione. I rugbisti si sentono di serie B perchè non possono accedere ai massimi templi dello sport ibleo, che è il Selvaggio di Ragusa. Un impianto che, nella desolazione della provincia, è certamente una chicca e soddisfazione per chi vi gioca.

I ragazzi del rugby, quindi, vogliono semplicemente aver riconosciuto il proprio peso specifico come sport e come movimento sociale e quindi entrare, non da ospiti ma da pari grado, all’Aldo Campo.

Uno scontro epocale, in effetti, che tende a mettere di lato il calcio, sport nazionale sempre più stanco e stancante, nei confronti di altri movimenti sportivi ben più freschi e pimpanti.

Ora, se è vero che forse il rugby a Ragusa sta facendo faville e vuole contare di più, a livello nazionale e regionale niente può scalfire il potere della FIGC. Diciamo che se il rugby a Ragusa conta, la Fir (Federazione Rugby) non vale una cicca di fronte alla Figc. Figc che non permetterà mai-e-poi-mai di convivere con altri sport nei propri “sacri templi del calcio“. Per cui, molto probabilmente il movimento rugbistico ibleo “so po’ scurdari” di giocare sempre e comunque, nei campi di calcio.

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La lettera del Rugby Padua

Per l’Amministrazione Comunale di Ragusa, sindaco Dipasquale in testa, esistono sport di serie A e sport di serie B, così come, evidentemente, ci sono cittadini di serie A e cittadini di serie B.

Dopo un’attesa lunga quarant’anni, finalmente, nel 2008, a Ragusa è stato inaugurato il campo del rugby di via della Costituzione.

Sono bastate però solo due stagioni perché quel campo si riducesse a una “ciusa”. Se ciò è accaduto, e in così breve tempo, vuol dire che il fondo non è stato realizzato a regola d’arte oppure la sua manutenzione ordinaria è stata carente.

Così, per la stagione scorsa, le due società iblee (Padua Rugby Ragusa e Audax Ragusa) hanno trovato asilo al campo Petrulli, su cui si è potuto giocare, nonostante le dimensioni non regolamentari e la pericolosa vicinanza della pista di atletica al rettangolo verde, grazie a una deroga concessa dalla Federazione Italiana Rugby.

Anche in questo caso una carente, per non dire del tutto assente, manutenzione ordinaria ha reso quel rettangolo verde simile a un angolo della campagna ragusana.

All’avvio dell’attuale stagione si è quindi riproposto il problema campo.

Da parte dell’Amministrazione Comunale c’era stata l’assicurazione che, in attesa del rifacimento del manto erboso al campo di via della Costituzione, il rugby cittadino si sarebbe trasferito al Polisportivo Comunale “Aldo Campo” di contrada Selvaggio.

Al dunque, invece, il 9 ottobre, giorno d’inizio del campionato di serie C, l’Audax è stata costretta, per il concomitante impegno del Ragusa Calcio, a chiedere l’inversione di campo e andare a giocare a Barcellona PG, mentre la settimana successiva il Padua ha potuto ospitare il Cus Catania al Selvaggio solo dopo le forti pressioni della squadra ragusana e a condizione che si trattasse di “un’eccezione”.

In effetti così è stato perché per il successivo impegno casalingo l’Audax ha dovuto chiedere alla Fir una deroga di poter giocare al Petrulli.

E siamo ad oggi.

Domenica 13 novembre era in calendario il derby cittadino. Per dare una degna cornice all’avvenimento, l’Assessore allo Sport Ciccio Barone aveva chiesto al Padua, in questo caso società ospitante, visto il concomitante impegno casalingo del Ragusa Calcio, di anticipare il derby alla domenica precedente in modo da poterlo giocare al Polisportivo Comunale.

Detto fatto. La società iblea, di comune accordo con i “cugini” dell’Audax, aveva chiesto e ottenuto dalla Federazione l’anticipo al 6 novembre, aveva fatto stampare le locandine della partita ma, quando tutto era pronto e non si doveva far altro che aspettare le 14:30 di domenica 6, ecco che è arrivato il diniego: Abbiamo scherzato, il campo non ve lo diamo più!

E allora Padua Rugby Ragusa – Audax Ragusa non si giocherà più al Selvaggio, cornice ideale per un avvenimento sportivo di primordine che poteva portare sulle gradinate del polisportivo comunale almeno un migliaio di spettatori, ma si disputerà, domenica 13 novembre, alle ore 14:30, al campo Petrulli, nonostante le dimensioni non siano regolamentari, nonostante la pista di atletica sia pericolosamente a ridosso del rettangolo di gioco, nonostante il Polisportivo Comunale “Aldo Campo” di contrada Selvaggio sia un polisportivo, e dunque una struttura che dovrebbe ospitare tutti gli sport, nonostante domenica 6 novembre resterà chiuso perché non ospiterà nessuna manifestazione sportiva.

Sport di serie A e sport di serie B, si diceva…

A ben vedere, però, è giusto che il rugby sia tenuto fuori da quella struttura. Avete visto la tabella che c’è al suo ingresso? Vi sono raffigurati due palloni, uno da calcio, l’altro da football americano. Si tratta solo dell’errore di un grafico “distratto”?

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