CALCIO C5/D – Lo Sporting perde, ancora. Ed il mister è sul banco degli accusati. Ma non da solo.

2^ GIORNATA – Lo Sporting Vittoria perde contro il Real Vittoria. Ma il problema non è una partita persa. E’ quello di un gruppo che si è perso come collettivo, appunto come gruppo. L’allenatore è chiamato in causa fortemente. Li tira fuori e li mette tutti in riga, o si deve chiamare Tata Lucia di “Sos Tata” per far funzionare la sua “famiglia” sportiva?

 Real Vittoria 8 – Sporting Vittoria 3

testo | f.c., vittoria

VITTORIA – La partita di sabato scorso è proprio da definirsi il secondo passo falso dello Sporting in seguito alla prima sconfitta intascata il 27 novembre in casa.  L’andamento del primo tempo è stato nella norma, con schemi e tattiche di gioco ottimali da parte dello Sporting che difatti hanno portato la squadra in vantaggio, capace di mantenere il distacco grazie ad alcune sostituzioni che hanno portato equilibrio alla squadra. 

Nel secondo tempo invece la storia si stravolge, causa forse gli annullamenti di sostituzioni che portano infatti la squadra al modulo di inizio partita.

Inizia da qui la goleada avversaria, che stende decisamente lo Sporting e lo lascia impotente ad ammirare i suoi gesti atletici. Come ad esempio una punizione battuta con pallonetto che scavalca non solo la barriera ma anche il portiere dello Sporting. Cosa che stride fortemente con l’incapacità dei giocatori dello Sporting di mettere a segno i tiri liberi che gli sono stati assegnati, per precisare ben tre. Lo Sporting è stato, sia letteralmente che praticamente, stracciato chiudendo con 3 gol su 8 degli avversari.

Per poter intascare la vittoria bisognerebbe poter vedere un giusto e basilare gioco di squadra. Ma, invece, si è assistito a troppi personalismi e ad un tentativo costante di mettersi in mostra da parte dei giocatori. Esempio lampante sono stati i tentativi di gol fatti troppo singolarmente da alcuni giocatori dalla lunga distanza. Tiri che non hanno mai centrato il giusto il bersaglio/porta. E ciò significa, evidentemente, che non c’è altruismo e ognuno pensa solo a far gol, anche forzando e per poi potersi il merito.

Visto da fuori, dagli spalti, si percepisce anche la stanchezza degli atleti ma sempre per il loro volersi mettere in mostra rispetto agli altri non chiedendo per esempio il cambio. Un atteggiamento che rafforza l’idea che non ci sia un collettivo ed invece favorendo l’avversario che ne approfitta, trovandosi magari davanti un soggetto con scarsa lucidità.

Una nota va fatta anche al portiere che non ha ricevuto elogi dal pubblico, come avvenuto nella prima partita. In questa nuova giornata, si notava abbastanza il suo non essere in forma a tal punto di subire dei gol troppo elementari.

Si dice che il buon giorno si veda dal mattino. Nel calcio il “mattino” è il riscaldamento. Per lo Sporting non è un momento che ha valore, neanche come momento che possa rafforzare il concetto di “gruppo”. Ognuno sta per i fatti propri, isolato dagli altri. E già questo segna un cattivo inizio.  Per parte di questi atteggiamenti errati, la colpa va sicuramente attribuita al mister, Achille Alecci.

E’ negli allenamenti che si crea il “gruppo” ma in casa Sporting c’è assenza di gerarchia e poca capacità dell’allenatore di imporsi. Lo scendere da “amico” a livello dei giocatori può essere una buona strategia quando si va a mangiare una pizza. Ma in fase di allenamento si deve invece dimostrare una maggior capacità di valutazione dei giocatori e i loro atteggiamenti. Sembra invece che chi più si espone, chi usa più la lingua invece del fiato sia anche chi gioca di più. Spesso con le lodi del mister invece di essere punito.

E, per voler finire questa analisi del “visto da fuori”, è anche un errore del mister, abbastanza evidente, il richiamare continuamente i giocatori in campo elencando anche le posizioni da prendere, l’avversario da marcare o il compagno da servire. E, negatività su negatività, c’è da mettere in evidenza che la scorsa partita a livello tattico è stata più precisa e meno nervosa.

La serie in cui milita lo Sporting Vittoria non è professionista e, senza tema di smentita, i giocatori hanno una qualità media molto simile. Insomma, non ci sono “fenomeni”. Per questo l’allenatore dovrebbe partire da questo presupposto e magari sbendarsi gli occhi ed aprirsi di più a tutto il gruppo, senza idolatrare i suoi fenomeni inesistenti che finora hanno solo portato delusione e negatività visti i risultati. Provare non nuoce.

L’allenamento deve diventare la parte fondamentale capace di creare il gruppo, l’abnegazione e la complicità. L’allenamento deve servire per allenare molto schemi di gioco e calci piazzati cosi come i caldi d’angolo.

A Sport Ibleo non si fanno personalismi. Ed allora chiedo il “permesso” per chiudere questo pezzo dicendo un “in bocca al lupo” alla squadra e verso chi è chiamato sportivamente in causa da questa parole. Funge tutto da consiglio da un esperto. E speriamo di vedere una terza ottimale sfida._

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