CALCIO C5 – Gli Arbitri scendono dal pulpito. E incontrano le società

L’Aia, l’associazione arbitri italiani, in collaborazione con la Lnd chiamerà a raccolta le squadre di calcio a 5 per una giornata di incontri con a tema appunto le regole del calcio a 5. Perchè almeno sulle regole, tutti devono essere d’accordo.

testo | redazione

RAGUSA – Un incontro paritario, tra arbitri e società, è stato previsto per la zona di Ragusa e si terrà entro i primi dieci giorni di Gennaio 2012. Forse anche per merito di Sport Ibleo ed al suo ruolo di “luce” sugli sport locali con ampia facoltà per tutti di criticare ed evidenziare le pecche e le cose “storte”, questo appuntamento arriva a puntino, quando già le prime critiche (vedi) sulla gestione arbitrale delle partite, erano scattate. 

E’ un impegno ufficiale – e quindi formale – comunicato dalla Lnd iblea che coinvolge la sezione AIA (associazione italiana arbitri) di Ragusa e che inviterà a questa riunione le società di calcio a 5, nelle figure dei dirigenti, tecnici e capitani delle squadre dalla categoria C1, passando alla C2 per finire alla D, sia dei virili maschietti che delle leggiadre femminucce.

L’incontro servirà per chiarire alcuni aspetti regolamentari del calcio a 5 che spesso viene inquinato, nelle interpretazioni, dal più pervasivo calcio a 11 quando invece questo fratello minore ha delle sue peculiarità. Nel corso della riunione saranno infatti approfonditi – e chiariti – eventuali dubbi sulla interpretazione ed applicazione di alcune regole del Calcio a Cinque.

Importanti questi incontri, perchè come abbiamo sempre ripetuto, la presenza degli arbitri è fondamentale sia per poter far si che le squadre scendano in campo sia per giocare senza che diventino 90° di casino e basta. Siamo profondamente convinti che i ragazzi che scelgono lo sport facendo l’arbitro – ed anche questo lo ripetiamo da anni – sono coscienti che non è un ruolo facile, anzi, a volte è persino pericoloso e qualcuno ci ha rimesso copertoni, fiancate delle auto, minacce personali. E quindi il 99% è impegnato a fare del proprio meglio in campo, senza vizi e particolarità.

Che poi la dinamica di una partita sia sempre cosa a se, è sempre vero. Capita che l’arbitro, umanamente, possa essere in tensione per una gara, che si possa rivolgere in maniera più leggera verso una squadra se l’altra rompe troppo le balle, che possa non essere all’altezza del ruolo. Ci sono anche i raccomandati ma questo non dovrebbe far impressione a nessuno perchè siamo in Italia ed abbiamo visto a livello nazionale che schifo succede. Ma di certo chi decide di indossare una giacchetta nera, con alta probabilità, lo fa per cercare di onorare il ruolo e la funzione.

Ed allora incontrarsi per capire le esigenze degli uni e degli altri, serve a fare chiacchiere prima per non fare discussioni (o farne di meno) dopo._

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