CALCIO – Il Città di Vittoria cambia. Marcello Mascara & famiglia al vertice della società.

Mascara padre diventa presidente della squadra di Mascara figlio. Un progetto che potrebbe continuare ad alti livelli. Barravecchia torna al Real Vittoria Colonna e con altri progetti. E Pietro Cammalleri saluta il neo presidente da pari a pari con un “in bocca al lupo”.

testo | redazione
foto | franco assenza

VITTORIA – Qualche minuto fa, si è “consumato” il passaggio di quote, firme ed auguri tra quella che era formalmente la “vecchia” dirigenza del Città e la nuova subentrante con targa PM 2011, ovvero Peppe Mascara 2011. 

Come raccontato da noi e, ovviamente, programmato, il presidente pro/tempore, Pietro Cammalleri ha formalmente firmato le proprie dimissione dalla carica. A fronte di questa “vacatio”, il consiglio direttivo ha eletto per acclamazione – e quindi senza bisogno di una votazione formale – il nuovo presidente nella figura di Marcello Mascara, papà di Peppe. Come avevamo raccontato.

A fronte di questo passaggio di firme, anche il passaggio di quote che ha ristorato la quota fin qui detenuta dal vero organizzatore di questa operazione, Salvatore Barravecchia, che aveva inziato lo scorso anno a lavorare per rimettere in carreggiata la prima squadra di Vittoria. Alla fine il progetto gli è sfuggito di mano fino a sfuggirgli del tutto. Ma in tutte le attività imprenditoriali, il bastone del comando sta nelle mani di chi ci mette i soldi, competente o no che sia.

La scorsa estate, l’arrivo alla chetichella di Peppe Mascara, aveva fatto capire che un suo interesse era manifesto. Cosa che si è concretizzata poco dopo con l’arrivo nella compagine societaria di Francesco Di Paola che con Peppe Mascara hanno, evidentemente, progetti economici comuni. Non potendo Mascara prendere parte in prima persona – per l’evidente conflitto di interessi con l’essere giocatore del Napoli – Di Paola doveva essere la cinghia di trasmissione tra le due realtà. Una, quella catanese dche doeveva essere il polmone economico capace di rendere agevole il progetto CdV e Barravecchia e sociche dovevano essere il lato operativo sul territorio e gli “specialisti” del calcio.

Marcello Mascara, presidente del Città di Vittoria e papà del bomber Peppe Mascara oggi in forza al Napoli Calcio.

Quello che è successo, lo hanno vissuto tutti, con quella ipertrofia inebriante di chi si avvia ad un’impresa che considera grande. Moltiplicazione di ruoli e funzioni, eccesso di giocatori, bailamme ed una certa confusione probabilmente data anche dal fatto che non esisteva un solo capo ma tutte le decisioni dovevano essere frutto di mediazioni continue. Col risultato che accadeva che uno diceva una cosa smentita da un altro, un minuto dopo.

Accanto a questo, l’elemento che ha deteriorato i rapporti fino alla rovina finale, è stata la gestione econonomica, possiamo dire quella spiacciola: i conti del ristorante, il girdiniere, l’affitto delle case e via dicendo. La spesa sostenuta era ritenuta eccessiva da Catania spesso anche non con “pezze giustificative”. Gli animi si sono esacerbati – e quando ci sono soldi nel mezzo è facilissimo – fino a prendere, le due parti, posizioni rigide dimostrando, conti alla mano, la corretteza dei singoli propri comportamenti.

Ma ormai evidentemente il rapporto fiduciario si era incrinato irrimediabilmente fino all’epilogo della “crisi” provocata da Barravecchia che ha fatto emergere queste difficoltà fino allora capite, forse solo, dalla sensibilità dei tifosi che lo scrivevano nei loro striscioni.

La “fine dell’epilogo” oggi, con un paio di settimane di tentennamenti di “ora virimu“, “ora ni parramu” e con la figura di passaggio come presidente di Pietro Cammalleri, che alla squadra è stato vicino spesso prendendosi colpe anche non sue come durante il litigo fra Pluchino e Cassarino (vedi).

Il “mister” Barravecchia – adesso si può tornare a chiamarlo così dopo direttore generale, amministratore delegato, presidente – ci concentra sul “suo” Real Vittoria Colonna anche se non ha infoderato quel carattere guerrigliero, anche troppo e che spesso lo ha messo contro la legge, rimandando a dopo le feste.

Per adesso voglio riposarmi da questa avventura – dice – la conclusione ed il passaggio tra me e Marcello Mascara è stato di una tranquillità assoluta. A dispetto di chi voleva vederci nemici, la nostra è una amicizia che è andata sopra questi fatti. Io spero che il loro progetto sia simile al mio. Anzi, sono sicuto che Peppe (Mascara, ndr) ha il mio stesso obiettivo di serie C in 3/4 anni“.

Di diverso, effettivamente, che forse il Barra lo faceva un po’ per interesse un po’ per “amore” verso una squadra della sua città, sotto l’occhio sociale investigatore e giudice della sua realtà sociale. Ci lavorava di un paio d’anni per mettersi alla testa di questa squadra ed è stato lui a contattare Peppe Mascara. Adesso invece, Mascara&C dovranno prendere questo progetto in maniera più imprenditoriale e, ancora una volta, non riusciamo bene a capire da dove si possano raccogliere i proventi da investimenti. Oggi, se hai 100.000€ da spendere, conviene mettere in pronti/contro/termine piuttosto che “comprarsi” una squadra.

Barravecchia, sibillinamente, ha fatto capire che il 2012 potrà vederlo impegnato con altre squadre che lo avrebbero contatto per un ruolo dirigenziale. Vedremo.

Intanto, questo capitolo si conclude con Pietro Cammalleri che, stringendo la mano al nuovo presidente Marcello Mascara, gli ha potuto dire “Signor Presidente, le lascio una squadra che si è qualificata per la finali di Coppa Sicilia e che ha vinto l’ultima partita 3-a-o“._

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