INFRASTRUTTURE – A Pozzallo meglio chiudere il campo sportivo con i lucchetti che sistemarlo.

A Pozzallo, le società sportive fanno i conti con un’amministrazione inesistente sul piano delle infrastrutture sportive. Ed adesso anche con i lucchetti piazzati a bloccare le porte di accesso al, seppur inadatto, campo sportivo.

testo | redazione

POZZALLO – Lucchetti cambiati e porte in ferro chiuse ermeticamente. Ergo, l’accesso allo stadio comunale di Pozzallo è impossibile. Questo da un paio di giorni, da quando cioè l’amministrazione è stata fortemente invitata dalla Questura di Ragusa a non concedere più accessi neanche per gli allenamenti se la struttura non viene messa a norma. 

La brutta sorpresa ha coinvolto le diverse squadre del mondo del calcio, da quello a 11 della New Pozzallo, alla C2 del Pozzallo Calcio a 5, all’Araba Fenice, prime squadre e junior. L’accesso al campo, peraltro in pessime condizioni, è completamente interdetto e non ci sono spiragli di soluzione.

Pozzallo, in questo modo, conferma la maglia nera provinciale – e probabilmente anche di più – in tema di infrastrutture sportive e non dimostra neanche una programmazione degna di questo nome fatta da questa e/o dalle passate amministrazioni.

Contattato, l’assessore allo sport, Condorelli esordisce con un classico “Io sono qui da solo un anno” che tutto sommato, anche se ormai è diventato la scusa ricorrente degli eletti, ha un suo perchè. In effetti Condorelli si trova a dover mettere mano ad un problema che va avanti dal 2003, con il campo ed il “palazzetto dello sport”, praticamente ufficialmente inagibili da quel tempo. “Abbiamo dovuto provvedere alla completa chiusura del campo – dice Condorelli – perchè è arrivata una nota in tal senso da parte della Questura. Ed ovviamente non possiamo che adeguarci a tali disposizioni. D’altra parte è meglio prevenire eventuali situazioni negative che poi andare a trovare il colpevole“.

Un discorso che non fa una piega, se non fosse che non si capisce cosa si sia fatto in tutti questi anni e che da quasi 10 anni questa struttura è rubata alla piena fruizione dei pozzallesi. Per un po’ di tempo, nel solito modo italiano, in un modo o nell’altro si è usata, facendo finta che non si sapesse che le squadre sia allenavano la dentro. Adesso la Questura ha alzato il livello di attenzione e far finta non è più possibile.

Ma cosa fare per questa struttura, chiediamo? “Stiamo cercando di risolvere questi problemi. A fine anno non è facile trovare i fondi necessari ma già con il prossimo bilancio tali fondi si troveranno e si potrà intervenire“. Meno male che c’è sempre un altro anno a venire, a cui rimandare le cose da fare .. ieri.

In effetti, per chi conosce bene la faccenda, pare che i fondi necessari da trovare siano poi poche migliaia di euro. Lasciando stare di lato fantascientifici progetti di rifacimenti in erba sintetica e varie, la questione è di qualche porta di sicurezza che si apra nel senso giusto sulla strada, di separazione di gradinate tra tifoserie ospiti e locali, qualche catarifrangente giallo sui gradini e cose simili. Certo, adesso pare sia anche saltata la centralina di illuminazione e la cosa è più complessa. Ma se non ci si mette mano, questo impianto si sgretola poco a poco.

Soldi non ce ne sono, facciamoci una ragione. Ma pare fosse emersa la volontà di un privato, nella figura del co/presidente del New Pozzallo Nuccio Bennati della Hering (sponsor della squadra ed anche sponsor tecnico del Catania Calcio), che aveva informalmente proposto all’amministrazione comunale di Pozzallo una specie di “comodato d’uso gratuito” per una decina di anni. Bennati – e Gialuca Giannone, il presidente per eccellenza della squadra – erano disposti a trovare i finanziamenti privati per mettere mano alle necessità del campo. L’idea era piaciuta ma fra un “ora viriemu“, “ora faciemu“, non si è fatto niente ed anzi i lucchetti sono scattati.

La cosa è ancora più ridicola se si pensa che dentro questo recinto del campo sportivo, su cui sorge anche il “palazzetto” dello sport, è stato ristrutturato a carico della provincia da qualche settimana, un campetto da tennis, con tanto di fondo tecnico, che però non potrà essere ufficialmente utilizzato perchè è tutta la struttura ad essere formalmente chiusa.

Le classiche cosa all’italiana con una politica spendacciona senza senso e che ha mandato in rovina l’Italia.

NIENTE ALLENAMENTI – La situazione è, per le squadre, piuttosto seria. Tranne allenamenti aerobici e fisici, è impossibile fare tecnica, schemi. E’ impossibile diventare squadra. E mancando gli allenamenti, certamente vengono a mancare i risultati. Se questi diminuiscono e diminuisce l’attenzione verso la squadra, si impoveriscono gli sponsor potenziali con meno fondi per le società e conseguente rischio di chiusura. E tutto per qualche migliaia di euro che vengono spesi, magari, per la Sagra del Broccolo fritto che però porta voti e favori agli amici.

Soluzioni? Nessuna. Il ricorso legale avverso questa chiusura che sembra qualcuno stia vagliando, è solo tempo perso perchè quello che mai e poi mai teme la burocrazia statale e politica, sono le carte bollate. Anzi, più che ne sono, più casino c’è e meno le cose vengono portate a soluzione.

Più interessante potrebbe essere l’idea fatta balenare: che al prossimo consiglio comunale di mercoledi alle 16:00, tutte le squadre, le società sportive in genere e molti altri, si presentino al consiglio comunale ad ascoltare cosa hanno da dire i politicanti e gli amministratori, facendosi – se non proprio sentire perchè il pubblico non è ammesso al dibattito – almeno vedere in massa. E poi scendere in piazza ed al corso a fare un bell’allenamento, con scatti, passaggi, stretching, corsetta, piegamenti, palleggi, li, tra la gente della propria città. Perchè veda e capisca._

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La tribuna strapiena dello stadio comunale di Pozzallo in un incontro di qualche anno fa tra Pozzallo e Rosolini. La dimostrazione, effettive e visiva, che è a causa di uno stadio inagibile che la gente non va a vedere le partite. E non il contrario.

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